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Dettaglio della news
COME LA RETECAMBIA I CONSUMI
Intervista di Romano dalla Chiesa a Luca Scuriatti, Amministratore Unico Altravia

L’espressione commercio elettronico è ormai di uso comune e, riassunta, rappresenta quell’insieme di operazioni per la commercializzazione di beni e servizi tra produttore (offerta) e consumatore (domanda), realizzate tramite Internet. La rete e la sua diffusione hanno cambiato, in molti casi stravolto, le abitudini di consumatori e aziende. In base a una ricerca (Casaleggio Associati, 2008) l’e-commerce in Italia ha avuto un valore stimato di 4,868 miliardi di euro nel 2007, con una crescita del fatturato del 42,2%.

E sempre nel 2007 sono stati eseguiti circa 23 milioni di ordini on line. In realtà, la storia dell’e-commerce nasce negli anni ’70 quando tramite la tecnologia EDI (Electronic Data Interchange) si inviavano ordini e fatture in formato elettronico. L’avvento di Internet ha però rivoluzionato completamente il processo di vendita e ha modificato anche i processi di produzione. Secondo la Commissione europea (Consumers markets scoreboard), nel 2009 il 34% dei consumatori Ue ha acquistato online beni o servizi da rivenditori nazionali (+20% rispetto al 2008), ma soltanto l’8% (+30%) li ha ordinati in altri paesi dell’Ue.

Abbiamo chiesto a Luca Scuriatti, amministratore unico della società Altravia srl, specializzata nello sviluppo di progetti informatici, di illustrarci gli aspetti tecnici e le evoluzioni di questo mercato, soprattutto nell’ottica di internazionalizzazione delle aziende italiane.

Qual è la situazione dell’e-commerce nel mercato unico europeo?
Oltre il 60% delle ordinazioni oltre frontiera non si completa con il dettagliante. I freni principali sono le barriere linguistiche e la paura nei pagamenti elettronici.

A questo si aggiunge il problema dei regimi fiscali nazionali e del regime Iva. Sicuramente, l’Europa deve avere un mercato elettronico europeo con normative uniche e gestioni semplificate delle controversie. Spesso, da consulente, mi trovo a vedere aziende, soprattutto nei settori di forza del made in Italy, totalmente scoraggiate dalle problematiche e dalle accise di un’internazionalizzazione on-line del prodotto.

In che modo questo ricade sulle aziende nazionali?
L’Italia ha nelle pmi un punto di forza e una situazione unica al mondo. Questa capacità di fare impresa, che ci viene riconosciuta e invidiata, ha il forte limite, nel mercato globale, di doversi confrontare con competitor e normative internazionali. Internet semplifica questo processo poiché permette di avere un primo test di come il proprio prodotto si colloca su determinati mercati e consente poi di valutare una eventuale, vera internazionalizzazione della società.

Quali sono i fattori chiave per il successo di un’iniziativa on-line?
Ogni società ha problematiche specifiche. Basti considerare che, ormai, l’ecommerce è solo la punta dell’iceberg dell’unificazione dei sistemi informatici aziendali e il passaggio su Internet di tutta la gestione dell’azienda. Sempre più spesso, infatti, le società chiedono progetti su misura che partono dalla gestione del personale fino alle buste paga, dalla gestione del magazzino fino alle piattaforme di supply management, dalla gestione on-line della vendita fino alla fatturazione, etc. Tutte piattaforme che si integrano in un unico strumento di lavoro dove il sito, quindi la vendita, sono al centro di un più ampio sistema di gestione.

Ci sono consigli specifici da dare sull’e-commerce?
Inizialmente un modello imprenditoriale solido. Si deve sfatare il mito che Internet risolva i problemi o renda tutto facilmente ottenibile. Se si parte da un’idea di impresa sana e solida, Internet può dare il suo valore aggiunto.

Quali sono gli errori tipici di chi si avvicina all’e-commerce?
Anche in questo caso, dando per scontati i principi base (puntualità nella spedizione, idonei investimenti in pubblicità, rispetto delle normative, etc.) spesso l’errore più grande è la scelta del fornitore, la società informatica che deve sviluppare il progetto. Il giusto fornitore permette alle aziende di avere tempi di risposta comparabili alla velocità di evoluzione dei mercati sulla rete. Il consiglio principale però è quello di fare molta attenzione agli investimenti: Internet ha come grande punto di forza la sua velocità e l’evoluzione dei comportamenti degli utenti sulle piattaforme.

Le indicazioni che si ricevono sono sempre contestualizzate in un ambiente che però muta radicalmente in tempi irrisori.

Mantenere basso l’investimento sia tecnologico che promozionale permette al sito di avere una “vita propria”: gli strumenti predisposti all’analisi del successo del progetto permettono di mutare velocemente le strategie commerciali e, quindi, di individuare i punti di successo di un’iniziativa.

Spesso, “consulenti” troppo certi portano a investimenti che richiedono tempi di ammortamento lunghi. In queste condizioni diventa quasi impossibile una modifica dell’iniziativa e ne consegue la successiva perdita di competitività sul mercato.

Quando l’azienda è pronta a effettuare le dovute modifiche, diventa troppo tardi per un mercato che si è consolidato e ha delineato i suoi parametri.

Un investimento, invece, proporzionale e quindi idoneo alle aspettative e ai risultati sul breve e medio termine ha il forte vantaggio di permettere un ritorno idoneo alle tempistiche e alla flessibilità che Internet richiede.

Prospettive sul breve periodo sull’e-commerce?
Come detto, la normativa e quindi i governi devono fare la loro parte per adeguarsi ai tempi. Come sempre gli imprenditori, in particolare quelli italiani, devono restare al passo: soprattutto per il nostro paese l’e-commerce rappresenta una vera apertura al mondo. Spesso, infatti, problemi linguistici, dimensioni dell’azienda o scarsa attitudine di ricerca di mercati fuori dalla propria nazione, sono stati dei limiti per molte società.

Internet che premia l’idea d’impresa, la qualità del prodotto e la capacità comunicativa apre la porta a un futuro di successo per molte aziende.

La vendita on-line ha cambiato abitudini e mercati, in scenari commerciali in continua crescita nonostante le crisi internazionali o valutarie e ha dimostrato chiaramente che le imprese hanno una grande opportunità, in molti casi un obbligo: modificare le proprie strategie di vendita e innovare i propri processi per valorizzare l’idea di impresa che è alla base del lavoro quotidiano.
Immagini:
Allegati:
22-24 dalla chiesa
Sviluppo web

Logistica per il Vantaggio Competitivo

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Marketing

Adattamento testi e sito per indicizzazione su Motori di Ricerca.

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Software

Realizzazione della version beta della intranet aziendale. Realizzazione di alcuni cd rom multimediali in parte presenti anche sul portale dell`azienda.

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